Post

Il colore raccontato da Lia Luzzatto e Renata Pompas

Immagine
Il colore così come viene raccontato e descritto ne “Il Colore Persuasivo” di Lia Luzzatto e Renata Pompas è strumento di seduzione e persuasione. Il colore informa, commuove, emoziona, coinvolge. Quando lessi per la prima volta questo libro mi piacque subito, perché scritto in maniera semplice e diretta. Non è un libro di pratica del colore, introduce vari argomenti che si possono poi approfondire con altri testi . Ha una parte piuttosto ampia di “antologia” . La parte che più avevo apprezzato era quella in cui veniva introdotto il concetto di sinestesia e cioè quando , per esempio in questo caso, il colore può essere percepito come stimolo collegato ad un altro senso come l’olfatto o l’udito o il gusto. Alcune delle “atmosfere polisensoriali” collegate al colore che vanivano citate sono ad esempio: nero: sordo, amaro e combusto; bianco: geliso, debole, impalpabile; Rosso: potente, piccante, pulsante; giallo: acuto, acido, radiante; Blu: dolce fresco e profondo, giusto per

L'arte del Colore di Johannes Itten

Immagine
Più di 10 anni fa scrissi una serie di post, sui contrasti di Johannes Itten ,  ospite di Anna Castagnoli nel suo interessantissimo Blog Le figure dei libri, (°) .  Un po' di anni sono passati e il mio modo di spiegare e interpretare i contrasti è leggermente cambiato, ma i concetti sono quelli, quindi non starò qui  a parlare dei sette contrasti dettagliatamente, nè dell'armonia dei colori, accordi cromatici o la combinazione dei colori così come li aveva pensati ed analizzati, "frutto dell'attività che Johannes Itten per un'intera vita dedicò al colore" (*)  Più sotto rimando ai link di quei cinque post  e spero presto di riuscire a terminare e divulgare le mie lezioni pratiche sul colore frutto di vent'anni di insegnamento,  risistemate e riscritte, sulle quali sto lavorando da un pò. Vorrei però in breve soltanto dire che questo libro che trovai per caso sullo scaffale di una libreria, cambiò la mia percezione sul colore e mi fece comprendere che il c

Interazione del colore di Josef Albers

Immagine
Nel 1963 Josef Albers pubblica con la Yale University press "Interazione del colore" Esercizi per imparare a vedere.   “Io non insegno arte, ma filosofia e psicologia dell’arte. Non insegno a dipingere ma a vedere, (…) ad aprire gli occhi. Questo è diventato il motto di tutto il mio insegnamento”. Dichiara in un’intervista del 1969.   Adoro quando le persone mi aprono una porta e mi fanno entrare in un stanza...specialmente quando nemmeno avevo notato la porta. E così fece Albers. Mi indicò una porta e io l'aprii. Il libro inizia con una dedica ai suoi studenti che considera come i suoi principali e indiretti collaboratori, anzi sottolinea come gli studenti gli abbiano insegnato sul colore molte più cose di quanto non le abbia apprese dai testi sul colore da lui letti. Testualmente scrive " La maggioranza mi ha insegnato come procedere, come aprire gli occhi e la mente; fatto ancora più importante , mi ha insegnato cosa non fare" (*)    Base di tutto lo stu

Punto Linea Superficie di Wassily Kandinsky

Immagine
Perchè non iniziare questa estate a conoscere maggiormente il colore attraverso il mondo, l'atmosfera e le emozioni che lo caratterizzano? Con la pillola colorata di oggi inizierò una carrellata di 10 libri per l'estate che in qualche modo mi hanno fatto amare e conoscere il colore. Li ho presi dalla mia libreria e nel mentre li sceglievo ne avrei scelti altri 10...ma dovevo pur iniziare da qualche parte e quindi ecco il primo con il quale inizio questo nostro appuntamento settimanale estivo. Inizio  quindi con Punto Linea Superficie di Wassily Kandinsky   uno dei primi libri che lessi sulla forma e sul colore ai tempi della facoltà di architettura. Questo libro venne pubblicato nel 1925 e la sua base erano le lezioni dei corsi che Kandinsky tenne dal 1922 alla scuola del Bauhaus ,  scuola d’arte e design che rimase aperta dal 1919 al 1933 in Germania e dove Kandinsky teneva un corso sul disegno analitico e sulla composizione cromatica. Nel suo libro Kandinsky voleva sottolinea

Dovrei paragonarti ad un giorno d'estate?

Immagine
Possono le onde del mare, essere rappresentate in movimento attraverso quattro colori solamente? E’ quello che realizzò, nel 1980 Bridget Riley artista appartenente al movimento artistico della Op art , sviluppatosi intorno agli anni sessanta negli Stati Uniti. Questo   movimento definito dalla Enciclopedia Treccani “ come reazione all’ espressionismo astratto, si ispirava alle esperienze condotte all’interno del Bauhaus , uno dei cui maestri, J. Albers , emigrato negli Stati Uniti, esercitò notevole influenza sui giovani artisti americani con la sua opera, il suo insegnamento, il suo saggio sull’interazione dei colori. " Tra l'altro Bridget Riley, nel 2012,  fu la prima donna a ricevere il Sikkens Prize , un prestigioso premio artistico olandese che riconosce l'uso del colore.    Nel 1980, La Riley lavorò contemporaneamente a due tele simili dedicate alle onde del mare. To a Summer's Day   e To a Summer’s   Day 2. To a Summer's Day fa ora parte di una

I colori primari

Immagine
Vi siete mai chiesti quali siano “i veri colori” primari e perché in alcuni casi possano differire di tonalità quando acquistate per esempio,   due tubetti dello stesso colore considerato “primario” ma di marche diverse? I colori rosso, giallo e blu sono definiti primari perché sono la base per costruire tutti gli altri colori. " Si pensa che dalla loro mescolanza si possano raggiungere   i 16 milioni di colori." (*)  Tutte e tre i colori inoltre non possono essere ottenuti dalla mescolanza di altri colori. La visione dei colori   deriva dall’ assorbimento da parte del pigmento, nel nostro caso, di raggi luminosi   che cadono su di esso.   Una parte di questi raggi luminosi viene assorbita e una parte viene riflessa. A noi interessa la parte riflessa che è poi quella parte che ci fa vedere il colore. I colori primari delle tecniche tradizionali come tempera, acquarello, olio, eccetera utilizzano pigmenti che “non consentono il riflesso esatto della specifica lunghezza

Colore organizzato, emotivo, dipende, non so.

Immagine
Qualche giorno fa ho realizzato un sondaggio nelle mie stories di Instagram chiedendo se il personale utilizzo del colore veniva percepito, da chi mi segue,  come organizzato, emotivo , se dipendeva dalle circostanze oppure se non lo si sapeva. E’ stato interessante come la maggioranza delle risposte si sia indirizzata sulla questione emotiva e sul "dipende". Per  rispondere al sondaggio ho utilizzato delle frasi di artisti celebri. Per coloro che organizzano il colore ho lasciato rispondere a Paul Cézanne “Il disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso.” Ho scelto Cézanne per la sua caratteristica di dipingere a macchie di colore, come se ogni macchia non fosse altro che una tessera di mosaico   e che quindi “ acquista un senso solo quando è unita alle altre nel ricomporre un oggetto: usa cioè il colore per “costruire” le forme e per questo ogni pennellata è densa