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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2021

Il verde pistacchio ha un po' di limone

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Quando ho scoperto l'esistenza del manoscritto di Patrick Syme sulla nomenclatura dei colori ne avevo subito parlato nel post  che trovate cliccando qui , quindi chi mi segue ne conosce già l'esistenza.   Per chi ancora non ha letto il post in cui parlo  di come Syme decida di riprendere e perfezionare il lavoro sulla nomenclatura dei colori di Abraham Gottlob Werner, eminente geologo tedesco, consiglio di visitarlo perché ricco di link a cui potete accedere per consultare il prezioso manoscritto del 1821. Riguardo al verde ecco i suoi consigli su come individuarne alcuni caratteristici: Il verde smeraldo è  costituito da una parte circa uguale di blu di Prussia e giallo Gamboge . Il Gamboge è un zafferano  parzialmente trasparente al pigmento giallo senape. È usato per tingere i vestiti dei monaci buddisti perché il colore è un tono profondo di zafferano, il colore tradizionale usato per i vestiti dei monaci buddisti Theravada.   Il verde linfa è  un verde smeraldo con

Verde doppio

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Quando parliamo di colore a volte ci dimentichiamo che ognuno di noi pensa al colore attraverso la propria esperienza. E' sempre meglio presentare il colore attraverso dei ritagli colorati di carta, di stoffa, di qualsivoglia materiale atto a mostrare il colore scelto, in modo che sia sicuro che quello che il nostro interlocutore osserva è proprio il colore che vogliamo fare vedere. Senza possibilità di confusione. Ad esempio pensiamo a quanti verdi conosciamo: Verde bosco, verde bottiglia, verde muschio, verde pisello, verde mela, verde mimetico, verde  oliva, solo per citarne alcuni. Pensiamo quindi a tutti i verdi che possono figurare nella nostra mente  solo citando la parola "verde". A seconda del verde scelto possiamo trasmettere armonia, pace, sensazioni di refrigerio o di serenità. Ma se usiamo tonalità di verde particolari possiamo ribaltare le sensazioni positive e trasmettere invece sensazioni di freddezza, inquietudine. Essendo un colore doppio, formato da due

Verde tossico

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  Considerare il verde come un mix tra il giallo e il blu sarebbe stato impensabile nel periodo medioevale, il mischiare i colori era considerata una pratica illegale a causa dei tabù sulla mescolanza dei colori. Il verde era considerato un colore molto difficile da realizzare e risultava essere un colore instabile in quanto tendeva a scolorire o a reagire con gli altri pigmenti. Soltanto con l’avvento della pittura ad olio nel Quattrocento si riuscirà a gestire il colore verde rendendolo meno instabile anche se alcuni verdi comunque risulteranno avere ancora problemi. Ad esempio il   colore verderame, pigmento, piuttosto trasparente, formato da acetato di rame era perfettamente opaco utilizzato come tempera a base di uovo, ma diventava trasparente con una base ad olio. Uno tra i celebri dipinti che utilizza questo tipo di verde è il   ritratto dei Coniugi Arnolfini   realizzato da Jan Van Eyck nel 1434. Questo quadro,  anche attraverso il vestito   verde della Signora Arnolfin

Verde vĭrĭdis

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La parola verde deriva dal latino v ĭ r ĭ dis , derivato da virere «esser verde (detto delle piante), esser vigoroso». Per noi oggi il colore verde rappresenta la natura , la rinascita e la vita stessa, ma non è sempre stato così. (*) Il colore verde è stato per molto tempo definito instabile, lo è a livello chimico in quanto i prodotti vegetali che dovrebbero essere utilizzati come coloranti aderiscono male alle fibre. L'unico pigmento verde in natura è la clorofilla che si estrae dai vegetali e dalle piante verdi. Considerato da sempre come il colore del caso, del gioco, del destino infatti fino a qualche tempo fa i tavoli dei consigli comunali, dei consigli di amministrazione, luoghi dove si decide il destino di comuni e imprese venivano ricoperti da un panno verde. I campi da gioco sportivi sono verdi e non solo perchè sono su prato, si pensi ad esempio al ping pong.  A partire dal XVI secolo nelle sale da gioco di Venezia si gioca alle carte su un tappeto verde. Il verde ra