La tavolozza di Cézanne: quando una lista di colori diventa un autoritratto

Nel 1904 il pittore Émile Bernard visitò Paul Cézanne nel suo atelier di Aix-en-Provence. Durante quell'incontro annotò con cura i colori che l'artista teneva sulla sua tavolozza.

Diciotto pigmenti.

A prima vista poteva sembrare una semplice lista e invece, più la leggevo, più  mi rendevo conto che raccontava qualcosa di molto più profondo.

Quella non era soltanto la tavolozza di un pittore. Era la mappa del suo sguardo.

Ogni pigmento rappresentava una scelta. Cézanne non cercava il colore bello o giusto, ma il rapporto giusto tra i colori. Era convinto che il volume, la luce e persino la profondità potessero nascere dall'incontro tra toni caldi e freddi, senza affidarsi esclusivamente al chiaroscuro.

Questa è la lista che Bernard trascrisse nel 1904:

 

Bianco di piombo, Giallo brillante, Giallo di Napoli, Giallo di cromo, Ocra gialla, Terra di Siena naturale, Vermiglione, Ocra rossa, Terra di Siena bruciata , Lacca di garanza, Lacca carminio, Lacca bruciata, Verde smeraldo, Viridian, Terra verde, Blu di cobalto, Blu oltremare, Blu di Prussia

(In alcune trascrizioni compare anche il Nero di pesca, mentre in altre il Bianco di piombo viene contato separatamente: per questo alcune fonti parlano di 18 colori, altre di 19.)

Questa tavolozza è rimasta quasi immutata per molti anni. Cézanne aveva trovato il proprio linguaggio. Non aveva bisogno di decine di pigmenti: gli bastava conoscere a fondo quelli che sentiva davvero suoi.

Ed è qui che questa storia smette di parlare solo di pittura.

Perché forse anche noi possediamo una tavolozza personale.

Non necessariamente fatta di colori ad olio. Può essere composta dai colori che scegliamo per vestirci, arredare una stanza, fotografare un paesaggio, creare un taccuino, dipingere, progettare un giardino o semplicemente guardare il mondo.

Ci sono colori che ci fanno sentire a casa.

Colori che ci restituiscono energia.

Colori che, senza accorgercene, tornano continuamente nella nostra vita.

Forse vale la pena fermarsi per un momento, prendere un foglio, disegnare una tavolozza e riempirla con i propri colori. Quelli che parlano davvero di noi.

Perché, in fondo, ogni tavolozza racconta una storia.

La domanda è: qual è la tua?


Per approfondire:

Se ti incuriosisce la storia della tavolozza di Cézanne, questi sono alcuni riferimenti interessanti:

Société Cézanne – il resoconto di Émile Bernard (in francese): https://www.societe-cezanne.fr/2016/08/04/1904/

Sennelier – La tavolozza di Paul Cézanne (in italiano): https://www.sennelier.it/it/Sennelier-tavolozza-paul-cezanne_fiche_13460.html

National Gallery – Analisi dei pigmenti di Cézanne ( in inglese) https://www.nationalgallery.org.uk/media/15526/reissner2008.pdf

Marisa Vescovo, Cézanne, Art Dossier, Giunti, Firenze, 1993

Giuliano Serafini, Cézanne, Giunti, Firenze, 1999

Alexandra Loske, La palette degli artisti, 24 ore cultura, Milano, 2024



Commenti

Post più popolari